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Ruby Belge guantoni al chiodo

Di Mariano Botta, LA REGIONE, 9.11.2012

Il ring. È come una piazza. Rumori, voci, gente. Fatica e dolore. Gioia e lacrime. Ma è anche silenzio. A volte cercato, a volte obbligato. Come la vita, fatta di su e giù. Si vince e si perde. Poi arriva il momento che sembra sempre lontanissimo, ma quando arriva è troppo vicino. Quello dell’addio. Occhi lucidi, tanta emozione, per dire che il pugilato è stata una splendida avventura, ma adesso nell’ultima pagina campeggia la scritta fine. Ruby Belge la decisione in cuor suo l’aveva presa da tempo, non ci ha sorpreso. Una scelta giusta. Prendere pugni in faccia fa male e se fra le corde ci vai senza la giusta “cattiveria”, la convinzione e un fisico perfetto, meglio dire basta. Scelta sempre coraggiosa, ma inevitabile. A 33 anni Ruby può andar fiero di quanto ha fatto. Una grande carriera. Un titolo di campione del mondo Ibc e l’assalto (sfortunato) all’Europeo. Tante soddisfazioni. Per lui la “favola del pugile è finita”. Ma Ruby è stato troppo importante per il pugilato per accontentarsi di “finire la storia”. Resta un personaggio di spicco, carisma e di tanta umanità. Qualità che vanno oltre le imprese che ha firmato. Michel “Tiger” Dahmani aveva fatto conoscere la boxe di livello, Ruby ha sdoganato questo sport facendolo diventare popolare anche da noi. Adesso bisognerà essere bravi a non disperdere questo capitale. In Ticino non è forse il momento migliore, ma qualcosa di buono c’è. E l’esempio di un Belge, campione e uomo, è uno stimolo notevole.

Federico Beresini, Roberto "Ruby" Belge e Michele Barra

«Fino a poche ore prima dell’annuncio ero calmo. Poi la tensione è aumentata, non era così nemmeno alla vigilia degli incontri. Ho dormito poco e adesso sono commosso». Continua. «Ho provato a tornare quello di prima, ma era impossibile. Gli acciacchi fisici che mi perseguitano da troppo tempo (specialmente la schiena e le ernie, ndr) mi hanno tolto anche le ultime velleità. Lascio dopo una esperienza importante della mia esistenza. Sono stati anni belli. Non so se sono stato un grande pugile, ma so che sono cresciuto, maturato, sono diventato un uomo migliore».

Scorrono nella mente le immagini di tanti combattimenti. «Quello che ricordo con maggiore gioia è indubbiamente quello del 25 luglio del 2007, quando ad Ascona ho conquistato il titolo iridato Ibc battendo Sidorenko. Ma ricordo anche le difese con Kuts e contro Abramenka. Una sfida durissima, sofferta e finita in parità. Poi ai piedi di un podio virtuale metterei l’Europeo di Bolton contro Hatton. Mi resta il rammarico di avere preso quel pugno che mi ha messo ko nella terza ripresa. Mai subito un colpo del genere. Mi ha impedito di giocarmi le mie carte. È vero che non ero arrivato al top fisicamente e mentalmente all’appuntamento, ma era un treno che dovevo prendere e non mi pento di averlo preso».

Abramenka... «Arrivare in fondo alle 12 riprese è stata una grande cosa per me, dalla quarta avevo un occhio chiuso e non vedevo. È stato un match pesante, drammatico. Dopo quella sera non sono più stato lo stesso pugile e non è stato possibile tornare a essere quello che ero prima...».
E il verdetto? «Giusto il pareggio. Se avessi combattuto in Bielorussia sarebbe stata una sconfitta, in tutto il resto del mondo avrei vinto...».

Rifaresti tutto quello che hai fatto in carriera? «Fino a qualche tempo fa magari avrei detto che andare a Formia con Patrizio Oliva era stato un errore, ma riflettendo con calma credo che anche quella sia stata una scelta non semplice, ma alla fine pagante nel senso che mi ha insegnato tante cose. Sono stati mesi lunghi e non facili, ma che mi sono serviti per tante cose».
Un bilancio? «Sono stato molto forte mentalmente, fisicamente ero sempre al massimo, forse se devo trovare un limite devo parlare dell’aspetto pugilistico. Nel senso che non ho mai avuto il colpo risolutore, quello che spesso fa la differenza. Per superare questo gap ci ho messo tanto impegno e rigore». E Ruby con se stesso è sempre stato molto severo e troppo critico. Ma sempre molto onesto. Le persone? «Ne ho incontrate tante che mi hanno aiutato e seguito. Davanti a tutti metto la famiglia. Poi c’è Federico Beresini. Abbiamo instaurato un rapporto speciale, unico. Abbiamo lavorato tanti anni assieme e la nostra amicizia non si fermerà adesso».

Il rumore del ring sta lasciando spazio al silenzio. Papà Belge sorride, è sempre stato il primo tifoso di Ruby, fatica a trattenere la commozione. Ma c’è chi sospira e sprizza serenità. È la mamma. Da tempo aspettava questo momento. Per lei si tratta della più bella vittoria. Vale molto più di un titolo mondia­le!

Il futuro
'Sto vagliando diverse possibilità'

Da un po’ Ruby lavora in una palestra di Lugano come personal trainer (e questo, come ha sottolineato il fisioterapista Maragliano, unito al pugilato, non ha favorito l’attenuarsi dei dolori alla schiena). «Continuerò con questo impegno, ma sto pure vagliando altre possibilità». E con il pugilato? «Avevo sottoposto un progetto al Bc Ascona che puntava molto anche sulla socialità, ma non se ne farà niente. Peccato. Mi piacerebbe restare vicino all’ambiente, ma al momento non so in che ruolo. Magari facendo qualcosa con Beresini. Vedremo. Passare la mia esperienza ai giovani sarebbe bello, per facilitare la strada in uno sport duro».

Barra e Beresini
Compagni di un lungo viaggio

La carriera di Belge è stata legata a due personaggi importanti, Michele Barra, presidente del Bc Ascona e manager, e Federico Beresini l’allenatore. «Credo che nessuno anche in futuro per me sarà mai come Ruby. È stata una splendida avventura fatta di tanto lavoro e di altrettante soddisfazioni. Anche molte discussioni, ma sempre trovando delle soluzioni. Mi piacerebbe averlo al mio fianco come co-manager». Beresini non trattiene le lacrime. «Si è creato un rapporto speciale. Abbiamo lavorato per dieci anni gomito a gomito, raggiungendo importanti traguardi e superando delle difficoltà. E soprattutto fra noi c’è vera amicizia».

La carriera
La notte magica di Ascona, campione del mondo battendo Sidorenko

Roberto “Ruby” Belge è nato il 27 settembre del 1979 e al pugilato è arrivato nel 1997. Ha iniziato con il Boxing Team Luganese di Lucio Gallicchio, dopo una pausa agonistica di... riflessione è tornato in palestra con il Btl prima di difendere dal 2001 i colori del Bc Ascona guidato da Federico Beresini. Al professionismo è approdato nel 2004 e la sua carriera è sempre stata nei pesi welter. Il grande debutto è avvenuto il 18 dicembre del 2004 nella Vecchia palestra di Ascona battendo per ko alla prima ripresa il magiaro Zsolt Gyalog. Un anno dopo, il 3 dicembre alla Gerra di Lugano, ha conquistato il titolo svizzero dei welter battendo ai punti in 10 riprese Flavio Turelli. Altra data cardine della carriera il 25 luglio del 2007 quando ad Ascona sul ring della nuova palestra ha fatto suo il titolo di campione del mondo della sigla Ibc battendo ai punti in 12 riprese (dure e spettacolari) l’ucraino Viktor Sidorenko. Corona iridata difesa poi con successo il 18 aprile 2008 alla Gerra di Lugano contro il brasiliano Idiozan Matos per kot alla terza ripresa. Stesso esito il 27 dicembre del 2008 al Conza contro l’altro ucraino Valentin Kuts (avversario coriaceo). Quindi pareggio risicatissimo e sofferto all’inverosimile il 21 maggio del 2010 sempre al Conza contro il bielorusso Andrei Abramenka. Match durissimo che ha lasciato segni nel fisico e nel morale di Ruby. Dopo questo incontro è terminata anche la collaborazione con l’allenatore italiano Patrizio Oliva iniziata nel 2009 con lunghi soggiorni a Formia.

È poi arrivata la grande occasione dell’Europeo a Bolton contro il campione in carica il britannico Matthew Hatton. Una sfida importante, di quelle che valgono una carriera. Belge ha affrontato con la giusta determinazione questo incontro nella... tana del lupo, pur sapendo di non avere avuto il tempo necessario per arrivarci al top. Comunque ha accettato il match. Hatton ha vinto per ko alla terza ripresa. Ruby è poi rientrato il 1° aprile del 2011 battendo ai punti sulle 6 riprese Astapuk, quindi l’ultima apparizione è stata quella del 4 giugno sempre del 2011 a Baden incassando una dura sconfitta per ko dopo pochi secondi nella prima ripresa contro Tarenka. Poi lunghi mesi di problemi fisici (che lo hanno accompagnato negli ultimi anni) per arrivare all’inevitabile (e giusto) epilogo, il ritiro.

Il palmarès

Dilettanti: 70 incontri (53 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte/12 gli incontri Aiba). Ha vinto 5 volte il campionato svizzero.

Professionisti: 29 incontri (26 vittorie 4 per ko, 2 sconfitte, 1 pareggio)

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