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Pugilato Ruby Belge, l'occasione della vita

Il 26 novembre a Bolton cercherà di strappare al campione Matthew Hatton il titolo europeo dei pesi welter: «Salirò sul ring senza paura e con la consapevolezza che, essendo in trasferta, non mi basterà solo vincere»

■ Ventisei novembre 2010, segnate­vi la data. Quella sera, un venerdì, il nostro Roberto Belge salirà sul ring di Bolton, nei pressi di Manchester, per cercare di far suo, nella categoria dei welter, il titolo europeo (EBU) che nel panorama pugilistico attuale vale tan­to, tantissimo, più di molti mondiali. È un'occasione eccezionale quella che è stata offerta a Ruby, il quale a 31 an­ni - e dopo la fine del rapporto di col­laborazione con Patrizio Oliva - si tro­va davanti al classico «match della vi­ta», quello che potrebbe proiettarlo definitivamente tra i migliori del con­tinente. Suo avversario sarà il campio­ne in carica e beniamino di casa Mat­thew «Magic» Hatton, 29.enne dal re­cord impressionante (40 vittorie di cui 15 per k.o., 4 sconfitte e 2 pareggi) che ha deciso di mettere in palio volonta­riamente la propria prestigiosa cintu­ra. È stato Michele Barra, manager di Belge e presidente del BC Ascona, a definire gli accordi di un incontro che si annuncia vibrante e spettacolare. Hatton, detentore del titolo, è ovvia­mente favorito, non foss'altro per il fat­to che combatterà in casa, ma lo stes­so Barra ieri nella conferenza stampa organizzata presso la sede del Casinò Lugano (uno degli sponsor di Ruby) ha dichiarato che si tratta in realtà di un match apertissimo.

«Se abbiamo lanciato questa sfida è perché crediamo nella vittoria e nel­la possibilità di rientrare in Ticino con la cintura - ha esordito il manager ­. Prima di definire tutti i dettagli, io e Ruby ci siamo recati a Bolton per se­guire l'ultimo vittorioso match di Hat­ton contro Nuzhnenko: abbiamo vo­luto vederlo da vicino, farci un'idea migliore. Era importante inoltre capi­re quale atmosfera si respirasse attor­no al quadrato. Non abbiamo voluto lasciare nulla al caso, insomma, e sia io sia Belge ci siamo convinti che la nostra sarebbe stata una missione non impossibile».

Accettare la sfida ha però il suo prez­zo: Belge, da regolamento, ha dovuto rinunciare spontaneamente al titolo mondiale versione IBC che aveva di­feso non senza patemi a Lugano con­tro il bielorusso Andrei Abramenko, nel match finito in parità. «Il titolo IBC è attualmente vacante, ma chissà che in futuro non possa interessarci nuo­vamente. Solo abbandonandolo, d'al­tronde, Ruby poteva entrare nel ran­king europeo, che lo vede al momen­to attestarsi in 14. posizione, risultato mai raggiunto da un pugile svizzero». Anche a livello di preparazione si so­no fatte le cose per bene: innanzitut­to trovando un accordo con Federico Beresini, l'allenatore asconese che ha visto nascere e crescere Ruby come professionista e che da due mesi è di nuovo al suo fianco. Un binomio vin­cente, quello di Ruby e Federico, che torna a lavorare a stretto contatto do­po l'addio di Belge a Oliva.

Ringrazio Barra per la grande oppor­tunità che mi ha concesso di tornare a lavorare con Ruby» ha spiegato Be­resini. «Mi sto occupando solo di lui e Kopylenko (ndr: l'altro professioni­sta del BC Ascona che salirà sul ring a Bolton) mentre tutti gli altri ragazzi del nostro Boxe Club possono conta­re sugli insegnamenti di altri tecnici. Credo che potremo toglierci ancora delle belle soddisfazioni insieme a Ru­by, come accaduto nei primi 22 match. Sia a livello di preparazione fi­sica e atletica - con un soggiorno di diversi giorni in altura, a St. Moritz ­sia a livello tecnico - grazie all'arrivo ad Ascona di “sparring-partner” di al­to livello, come per esempio Abra­menko, suo ultimo avversario nel Mondiale IBC e che come caratteri­stiche assomiglia molto ad Hatton ­siamo messi decisamente bene: il pro­gramma che abbiamo stilato ci per­metterà di arrivare senz'altro pronti all'appuntamento di Bolton».
Eppure Beresini non ha ereditato una situazione facile: Belge dopo il match contro Abramenko ha accusato mol­teplici malanni fisici, alcuni dei qua­li non ancora completamente risolti, che gli hanno fatto meditare il ritiro: «Dopo l'addio a Oliva l'ho trovato in difficoltà fisica e psicologica - prose­gue il coach -, ma ci conosciamo da una vita ed è stato facile ritrovare la sintonia. A Bolton, in ogni caso, Bel­ge dovrà fare una boxe diversa dal so­lito. Lui non ha il pugno del k.o. e quin­di non abbiamo mai cercato di impo­stare gli incontri sugli scambi ravvici­nati. Contro Hatton però qualcosa an­drà modificato e bisognerà giocofor­za rischiare qualcosa».

Lui, Roberto Belge, sa benissimo co­sa lo aspetterà il 26 novembre: «Se combattessi in casa potrei fare dei calcoli, ma il fatto di essere all'Arena di Bolton - in un catino ribollente di tifo con il pubblico vicinissimo al ring che condiziona l'operato dei giudici ­mi obbligherà ad andare anche all'at­tacco. Non mi basterà quindi “solo” vincere per portarmi a casa la cintu­ra, dovrò fare ancora di più. In ogni caso, malgrado Hatton abbia vinto ol­tre un terzo dei suoi match prima del limite, non temo la sua potenza e i suoi pugni. Andrò a Bolton senza paura». Belge e il suo entourage voleranno in Inghilterra già il 22 novembre, per av­vicinarsi nel migliore dei modi alla grande sfida. Da segnalare che il Ca­sinò Lugano indirà dal 5 novembre prossimo un concorso per i propri clienti che mette in palio un viaggio per due persone al seguito di Ruby, per assistere ad un evento storico per il Ticino pugilistico, indipendente­mente dall'esito finale.

PARIDE PE




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